Intonazione: frequenza e percezione

13 settembre 2009 di D.

Soggettività della percezione sonora e sue conseguenze nella prassi musicale. Prendendo spunto dalla sigla della trasmissione RAI degli anni ’80 “Colosseum”, un tipico esempio di come il contesto armonico possa “forzare” la percezione dell’intonazione per suoni a frequenza non costante (e non solo…). Si ascoltino i primi 8 secondi del video qui sotto e si provi a ripeterli cantando (e senza farsi distrarre dai ricordi della mongolfiera che partiva dal colosseo, per chi guardava la trasmissione!).
Alcuni canteranno questo riff (chiamiamola sequenza di note, se volete) in sol# minore, altri poco più su. Pochi la ripeteranno in la minore.
Perché persone diverse la ripetono in “tonalità” diverse?
Ora provate ad ascoltare i primi otto secondi e confrontateli con i successivi otto (quando entra l’accompagnamento, in la minore: piccole deviazioni dal la minore possono essere legate al videoplayer usato). La sequenza delle note “abbaiate” è identica (ed un orecchio attento ed allenato lo riconosce subito) ma la percezione è diversa, per alcuni addirittura di un semitono.
Molti cantanti e strumentisti “abbaiano” in una “tonalità” diversa da quella in cui credono di abbaiare e non si accorgono di essere stonati.
Se partecipassero a dei corsi di intonazione (capendo quindi prima che l’intonazione si può migliorare!) risolverebbero problemi a se stessi e fastidio agli altri…

Categorie: musica, Pensieri, aforismi, riflessioni Comment »

Lascia un Commento