Bach, mottetti BWV 225-229: consigli per l’ascolto

13 febbraio 2011 von D.

Breve elenco di incisioni (registrazioni) consigliate per l’ascolto dei mottetti BWV 225-229 di Bach (Singet dem Herrn, Der Geist hilft, Jesu meine Freude, Fuerchte dich nicht, Komm Jesu).
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La Hit Parade del repertorio corale in Germania

17 ottobre 2010 von D.

Riporto qui di seguito la classifica dei 33 brani più eseguiti dagli “Oratorienchoere” tedeschi nel periodo 1995-2004.
L’articolo ha lo scopo di far conoscere al pubblico italiano uno degli aspetti importanti della tradizione corale e sinfonico-corale tedesca.

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Teoria del coro

13 ottobre 2010 von D.

A volte si ha l’impressione che coristi, presidenti, direttori, concorsi, festival e federazioni si pongano solo superficialmente la questione del perché della loro attività. Talvolta anche persone di grande esperienza mostrano di more »

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Analisi musicale: funzioni, scopi, vie.

9 ottobre 2010 von D.

In questo articolo vengono chiariti senso e scopo delle analisi musicali contenute in questo sito: l’articolo vuole stimolare la riflessione sull’utilità che l’analisi musicale potrebbe (e dovrebbe) avere. more »

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La pronuncia dello svedese nel canto corale

28 gennaio 2010 von D.

Alcuni semplici consigli per chi si accinge a cantare brani corali in svedese. more »

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Corso di armonia “Concentus Clivi” a Trento: test di autovalutazione

30 novembre 2009 von D.

Un semplice test di autovalutazione per capire se si hanno conoscenze sufficienti per partecipare ai corsi di armonia organizzati dal Gruppo Vocale Concentus Clivi di Trento.

Per poter seguire con profitto il corso di armonia è sufficiente:
- saper leggere le note con le chiavi di sol e fa
- avere una buona conoscenza teorica delle scale

Per capire se si ha una “buona conoscenza teorica” delle scale ritengo sia sufficiente saper rispondere ad una semplice domanda:

Quali scale contengono sia la nota Reb che la nota Sol?

Chi è in grado di dare almeno due risposte ha conoscenze sufficienti per seguire il corso. Chi è in grado di dare meno di sette risposte potrà imparare sicuramente molto da questo corso e scoprire non pochi segreti dell’armonia, soprattutto di quella bachiana e di quella tardoromantica.

A questo link potete trovare alcune risposte alla domanda.

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INTONAT 2008: recensioni

8 novembre 2009 von D.

Riporto qui il link ad un bell’articolo-recensione di Cristina  Fedrigo sul mio seminario INTONAT a Mariano del Friuli, novembre 2008.

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INTONAT 2009: recensioni

von D.

Recensione del seminario INTONAT tenuto a Sinsheim (Germania) il 30 marzo 2009 tratto dal sito del  Sängerkreis Elsenzgau

(L’articolo è disponibile solo in tedesco)
Der Sängerkreis Elsenzgau veranstaltete die Fortbildung „Intonation im Chor“ am 27. und 28. März 2009 im Wilhelmi-Gymnasium Sinsheim. Referent war Davide Lorenzato.

Die Veranstaltung erreichte Interessierte weit über die Region hinaus, aber von den 28 Teilnehmern und Teilnehmerinnen waren nur 12 Kolleginnen und Kollegen aus unserem Sängerkreis anwesend, und das trotz eines nicht unerheblichen Zuschusses am finanziellen Beitrag durch den Kreis. Und das ist doch sehr schade.

Und, liebe Chorleiterinnen und Chorleiter, die ihr nicht da wart, ihr habt was verpasst!

In vergangenen Jahren haben wir in Fortbildungen Stimmbildung trainiert, unser Rhythmusgefühl verbessert und den Chorklang unter die Lupe genommen.

Aber diesmal ging es um die Obertöne, genauer, wie man sie zum Klingen bringt und dadurch die Intonation kontrolliert und verbessert, oder wie man als Pendant zu den Obertönen -die Interferenztöne- benutzt.

Dabei feilschten wir um Cent…nicht in Bezug auf Euro, sondern in Bezug auf Hertz.

Dass 6 minus 4 2 ergibt (als Beispiel), ist rechnerisch einfach, aber dass das kleine c zu hören ist, wenn ich die Töne e 2 und g 1 sauber singe, ist nicht ganz so leicht. Alles klar?

Einfache Dur- und Mollskalen sind für unsere Chöre durchaus gut zu bewältigen. Bei Chromatik wird’s schon schwieriger, ebenso bei ungewöhnlichen Intervallschritten.

Hier können uns die Refernztöne helfen, die sozusagen als Vergleichsebenen dienen, um die Intervallbeziehung aufzuzeigen. Meist sind dazu Quinten geeignet, nicht die Grundtöne.

Um schwierige Harmoniefolgen aufzulösen, ist auch eine Annäherung über den jeweiligen Leitton möglich, oder ein akkordisch vereinfachtes Verständnisgerüst.

Davide Lorenzato demonstrierte die angesprochenen Beispiele am Klavier und in erster Linie mit seiner Stimme. Und das Auditorium wurde immer wieder miteinbezogen, um gleich selbst singenderweise auszuprobieren, was theoretisch besprochen war.

Und wenn es schwieriger wurde, war da ja noch der Junge Kammerchor Rhein Neckar, der mit Literatur z. B. von Rheinberger oder Dvorak sein Können zeigte oder aufnahmefähig war, wenn der Referent intonationstechnisch eingriff.

Die Teilnehmer und Teilnehmerinnen waren sich einig, eine wichtige Fortbildung genossen zu haben. Sie hat einmal die Arbeit bestätigt, die viele von uns machen und zum anderen darüber hinaus fachlich viel Neues gebracht, das unserer Chorarbeit sehr nützlich und förderlich ist.

Lorenzatos Intonationsskript liegt bis jetzt lediglich auf italienisch vor. Für eine Beschäftigung mit dem Thema der Fortbildung in deutscher Sprache empfielht er das Buch von Doris Geller „Intonationslehre“, erschienen im Bärenreiter Verlag.

Zum Schluss ein Dank an den Initiator Mathias Rickert, an den Referenten Davide Lorenzato (Bildmitte) und an den Träger und Veranstalter, den Sängerkreis Elsenzgau.

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Brahms, Op 62 n. 3 Waldesnacht

6 ottobre 2009 von D.

Testo, traduzione e breve guida allo studio del brano Waldesnacht (1874), Op 62 n. 3, di Johannes Brahms, in vista dell’Atelier “I quartetti di Brahms”, Trento, 6-7 novembre 2009. more »

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Intonazione: frequenza e percezione

13 settembre 2009 von D.

Soggettività della percezione sonora e sue conseguenze nella prassi musicale. Prendendo spunto dalla sigla della trasmissione RAI degli anni ’80 “Colosseum”, un tipico esempio di come il contesto armonico possa “forzare” la percezione dell’intonazione per suoni a frequenza non costante (e non solo…). more »

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Collaborazioni corali di Davide Lorenzato

11 settembre 2009 von D.

Elenco di alcuni cori con cui Davide Lorenzato ha collaborato negli ultimi tre anni in qualità di direttore o concertatore.

- Gruppo vocale Concentus Clivi (Trento)
- Kammerchor der Musikhochschule Mannheim (Germania)
- Kammerchor Rhein-Neckar (Germania)
- Corale Nuovo Accordo (Trieste)
- Hochschulchor Mannheim (Germania)
- Accademia di Montegral (Lucca)
- Studiochor der Musikhochschule Mannheim (Germania)
- Coro dei Tiroler Festspiele (Austria)
- Choeur Vivaldi (Svizzera)
- Corale Monteverdi (Cles)
- Coro della scuola musicale di Koper (Slovenia)
- Corale Portelli (Gorizia)
- Akusma Kammerchor (Svizzera)
- Coro giovanile Slomsek (Trieste)
(segue…)

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Rock e architettura musicale

19 agosto 2009 von D.

Alcune riflessioni sulle ripercussioni che l’idea musicale ha sull’orchestrazione e sulla forma partendo da alcuni esempi della musica rock e pop: Parsifal (i Pooh), Concerto Grosso per i New Trolls (Bakalov), Uomo di Pezza (Le Orme), Shine On You Crazy Diamond (Pink Floyd).
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En pensiero en Pooh…

18 agosto 2009 von D.

Uno dei fattori più importanti dell’apprendimento è la “pulce nell’orecchio”. Si ascolta in maniera passiva perché non si sa che cosa si deve ascoltare. A volte basta riascoltare anche i vecchi dischi delle canzonette per scoprire un’infinità di particolari che ad un primo ascolto erano sfuggiti…
Stavo riascoltando i primi album dei Pooh per allenarmi un po’ nel riconoscimento della “stratigrafia musicale”, cioè per riuscire a riconoscere con facilità le varie fasi e le varie mani che concorrono alla creazione di un brano musicale.
Tipicamente nella musica leggera si scoprono idee originali ma grezzissime che passano per mani raffinatissime anche se accademiche (la catena Lennon&McCartney-G.Martin è estrema ed esemplare!) per arrivare a fonici demiurghi.
Nella musica italiana i grandi hanno sempre cercato di stare in sordina: Giancarlo Bigazzi, i due De Angelis, Francesco Anselmo, Gianfranco Monaldi sono nomi sconosciuti ai più.
Pochi hanno deciso di emergere dai fondali e mettersi in primo piano, come ha fatto Conte. (Ciò nonostante, molti credono ancora che Azzurro sia di Adriano Celenterato..)

Questo studio “stratrigrafico” vorrebbe essere uno degli argomenti principali del ciclo di lezioni di educazione all’ascolto che terrò per il Gruppio Vocale Concentus Clivi a partire da settembre.

Per concludere, un paio di “pulci” dedicate ai Pooh (chiedo ancora un po’ di pazienza al Signor R. per il ritardo con la serie infinita di articoli su Pink Floyd, Led zeppelin, Genesis: meglio cominciare in maniera graduale):
- Quanti di voi si sono accorti che la prima e la seconda strofa di Pensiero dei Pooh alternano battute di 4/4 e 5/4 mentre la terza e la quarta (a partire da 2.22 nel video qui sotto) tengono i 4/4 regolari e che questo indica l’esistenza di un “pensiero” musicale (mentre probabilmente il pensiero originale dei Pooh si limitava al titolo…)

Ed ora un paio di chicche per la canzone con cui ho iniziato a studiare l’armonia e che mi mandava in “bro’ de giuggiole” ai tempi della Quarta pagina: Tanta voglia di lei.
- Inizio canzone: chi ha avuto l’idea di aggiungere agli archi collosi un flauto in sol ed uno normale in do imbottiti di riverbero che eseguono rispettivamente le linee fa#-mi-re-do#-re e la-la# (linee che se lasciate soltanto agli arpeggi dei violini ed alle viole si sarebbero persi nella colla sonora)?
- Inizio strofa: chi ha avuto l’idea delle due chitarre, una acustica ed una elettrica che fanno sedicesimi mentre il pianoforte fa solo ottavi? Sapete che prima di Brahms nessuno faceva di queste cose?
- Aggiungere riverbero nei punti difficili (tipicamente note acute) era una prassi diffusa negli anni ’60 ed inizio ’70 e di cui si è spesso abusato per cercare di nascondere invano le stonature delle Orme, dell’Equipe 84 e di tanti altri. Quindi è perfettamente normale che il ritornello a 1.16 sia stato riprodotto e riregistrato in un giroscale in fase di registrazione. Ma perché dare un colpettone di riverbero anche al “sei più piccola che mai” a 0.54-57? Chi è stato così sensibile da capire che senza quel riverberino la canzone avrebbe reso meno?
- A 2.13 è stata un’ottima idea dare al flauto l’arpeggio che prima avevano i violini: ripeterlo ai violini sarebbe stato pesante. Ma chi è il drago che ha deciso di affidarlo ad un flauto in sol anziché a un flauto normale per ottenere un effetto più da flauto di pan? Monaldi stesso o il flautista? (Che l’idea geniale sia arrivata in un secondo momento è dimostrato dal fatto che gli arpeggi non scendono mai sotto al do, mentre il flauto in sol non avrebbe avuto problemi a realizzare l’armonia in modo migliore scendendo dove necessario qualche tonopiù in basso)
- Riprendere a 3.26 la stessa orchestrazione della prima strofa è dovuto a questioni di testo, a questioni di simmetria formale o è un semplice espediente per far risaltare l’ultimo crescendo a 3.52?

No se finis, Pooh, de emparar….

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Brahms, mottetto Op. 74 n. 1, “Warum ist das Licht gegeben”: analisi e testo

30 giugno 2009 von D.

Breve analisi, guida allo studio e traduzione del testo del mottetto di Brahms, Op. 74 n. 1, “Warum ist das Licht gegeben den Muehseligen”. more »

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Reger, Abendlied: testo, analisi, guida allo studio.

13 giugno 2009 von D.

Breve analisi e guida allo studio del brano di Max Reger (1863-1927) “Abendlied” Op 39 n 2, per coro a cappella. more »

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