Haydn, Stamitz, libri paga e prassi.

31 ottobre 2008 di D.

Già il fatto che gli orchestrali nella Mannheim di Stamitz fossero 48 e nella Esterhazy di Haydn solo 18 fa pensare.

I libri paga sono le fonti più attendibili sulla quantità e tipoligia di strumenti usati nei secoli trascorsi.

Purtroppo non ci dicono quanto e cosa facesse il cembalo durante le sinfonie, quale fosse l’entità dei crescendi e diminuendi appena inventati in quegli anni, chi fosse il despota che impose le arcate omogenee agli archi.

Per farsi un’idea di una produzione di cui si parla sempre ma non si conosce nulla, rimando ai seguenti articoli (la versione tedesca è la più completa):

- Johann Stamitz (1717–1757)

- Franz Xaver Richter (1709–1789)

- Christian Cannabich (1731–1798) (il cognome lascia presagire una grossa produzione marjana…)

- Karl Joseph Toeschi (1731–1788)

- Ignaz Holzbauer (1711–1783)

- Anton Filtz (1733–1760)

- Carl Stamitz (1745–1801), figlio di J. Stamitz

Su Esterhazy trovo invece sempre e solo notizie molto approssimative.

Tante sarebbero le cose da dire, dal repertorio al numero dei componenti, dall’uso del baryton all’accordatura per terze del contrabbasso, dall’uso del cembalo alla tipologia delle prove, dalla disposizione durante i concerti al direttore e relativa “partitura”.

Per inciso, la Kurpfalzische Kammerorchester, che si spaccia per la prosecutrice dell’orchestra palatina settecentesca, non ha in realtà nulla a che vedere: il problema è che ne vanno fieri e che scrivono sempre piccola piccolo che l’orchestra è stata fondata nel 1952 (lo stesso vale per l’Ensemble Esterhazy, ancora più giovane). Un po’ come a trento la SAT e la SOSAT.

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