Demetrio Stratos: “Flautofonie”, analisi.

Wednesday August 6th, 2008 di D.

Categorie: Musical analysis, Historically informed performance 5 Comments »

5 Responses to “Demetrio Stratos: “Flautofonie”, analisi.”

  1. the poet says:

    non sono sicuro affatto di ciò che lei dice, in fondo un medico si era occupato di esaminare la voce di startos ed egli stesso è stato in grado di constatare l’emissione di un suono triplofonico, NON GENERATO dalle corde vocali… quindi per quanto anch’io sia dubbioso della non sovraincisione delle parti non la escludo a priori, benchè lei possa darmi una spigaione scientifica, prima di stratos ci si sognava solamente di eseguire una “flautofonia”, vorrei dunque chiederle se e perchè demetrio unile com’era avrebbe omesso la sua sovraincisione. non me ne si voglia, non voglio di certo iniziare un querelle, gradirei invece sapere perchè i grandi studiosi come lei non si sono dedicatia d appprofondire il suo discorso invece di cercare di smontarlo.

  2. D. says:

    Caro ThePoet, grazie per le osservazioni.
    Analizzare un prodotto musicale non significa smontarne il valore, al contrario! E’ riducendo Stratos ad un fenomeno esoterico o da circo come alcuni fanno che si devia dal suo messaggio: le sue ricerche, pionieristiche per gli anni ’70, partivano dallo studio di tradizioni vocali che al giorno d’oggi dovrebbero essere note a chiunque si occupa di tecnica vocale. Mi rendo conto che nella letteratura a riguardo c’è molta confusione e si rischia quindi di chiamare con nomi vaghi come ‘suono triplofonico’ realtà fisiche diverse come tre suoni distinti o un suono unico con tre armonici particolarmente in rilievo. Che sia possibile produrre più suoni contemporaneamente, con o senza corde vocali, è cosa nota. Ciò che cerco di far capire con le mie analisi è che Stratos ha utilizzato intelligentemente anche delle risorse tecnologiche (come le sovraincisioni) per costruire un prodotto musicale (per quanto sperimentale) e non una semplice sequenza di particolarità sonore. Spero così di aver dato un piccolo contributo per rendere più comprensibili e raggiungibili i suoi lavori (il cui valore musicale, etnologico, didattico e sperimentale non sta a me giudicare) evitando di relegarli nella discarica degli effetti speciali fini a se stessi e dei superficiali sensazionalismi.

  3. piccola parentesi a proposito di studio e linguaggio…

    L’effetto benefico, della musica sui bambini:
    Dopo che si è parlato molto dell’Effetto Mozart, che sembra aiutare lo sviluppo intellettivo, qualcuno ha studiato le influenze esercitate sui bambini dalla musica di determinati compositori
    EFFETTO LISZT – Il bambino comincia a parlare rapidamente ed in maniera stravagante, ma senza mai dire niente di veramente importante.
    EFFETTO BRUCKNER – Il bambino comincia a parlare molto lentamente e ripete frequentemente quello che dice. Acquisisce una reputazione di persona profonda.
    EFFETTO WAGNER – Il bambino diventa megalomane. Può eventualmente sposare la sorella.
    EFFETTO MAHLER – Il bambino urla in continuazione, per lungo tempo e fortissimo, che sta morendo.
    EFFETTO SCHÖNBERG – Il bambino non ripete mai una parola senza aver prima usato tutte le altre parole del suo vocabolario. Alcune volte parla a rovescio. Se qualcuno smette di ascoltarlo il bambino lo rimprovera per la sua incapacità a capirlo.
    EFFETTO IVES – Il bambino sviluppa una notevole capacità di intavolare diverse e separate conversazioni contemporaneamente.
    EFFETTO GLASS – Il bambino tende a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi, a ripetersi. E poi si ripete ancora.
    EFFETTO STRAVINSKY – Il bambino è portato ad accessi selvaggi, gutturali e profani che portano spesso a risse e pandemoni all’asilo.
    EFFETTO BRAHMS – Il bambino è capace di parlare meravigliosamente fin quando le sue frasi contengono multipli di tre parole (3, 6, 9, 12, ecc.). Comunque, le sue frasi che contengono 4 o 8 parole sono particolarmente senza ispirazione.
    Per ultimo ma non ultimo:
    EFFETTO CAGE – Il bambino non dice niente per quattro minuti e 33 secondi. (Preferito da nove insegnanti su dieci).

    ps: che dici, sicuramente questo non lo sapeva, quasi ancora nessuno, vero?;-D!doris

  4. D. says:

    Mi rattristo a pensare all’effetto Allevi, in cui il bambino non mostra più traccia di attività cerebrale :-(

  5. Marchino says:

    L’effetto Didjeridoo Stratos lo otteneva cantando in un bicchiere, non utilizzava le mani!

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