L’agenda del direttore di coro.

7 maggio 2009 di D.

Piccola rassegna di ciò che un direttore di coro dovrebbe sapere e continuare ad approfondire per definirsi (o diventare) tale, sia egli un professionista o un dilettante. Ciò si può estendere con qualche accorgimento anche al maestro di banda e al direttore d’orchestra.

Prima ancora di pensare a cosa e come imparare e perfezionare, un direttore dovrebbe avere ben chiare in testa alcune questioni:
- Perché dirige? E’ la sua professione, un passatempo, una vocazione o solo un’attività laterale per guadagnare soldi e titoli artistici?
- Come e a che livello dirige?
- Ha davanti a sé un percorso chiaro o sta andando alla deriva?
- Quali sono i suoi punti forti e quali i deboli? (Repertorio, capacità, tecnica ecc.)
- Qual è la sua conoscenza del mondo musicale in cui vive e quale il ruolo che in essa ricopre?
- Con che tipologia di cori sta lavorando e perché?
- Le sue aspettative coincidono con quelle dei cori che sta dirigendo?
- Le sue aspettative sono compatibili con le capacità e le risorse dei cori che sta dirigendo?
- In che rapporto è con il repertorio (o i repertori) che dirige? Adorazione, convivenza, sfruttamento o sopportazione?

Appena un direttore si è chiarito sulle questioni precedenti, le fonti di studio ed aggiornamento che può avere sono:
- Pratica con più cori
- Osservazione ed ascolto di concerti e concorsi
- Ascolto di incisioni
- Corsi di studio e perfezionamento
- Lettura di testi specifici
- Analisi, osservazione ed approfondimento delle proprie fasi di studio e prova
- Ascolto ed osservazione delle prove di altri direttori
Fra tutte queste quella che richiede più tempo, ma che in cambio offre il maggior numero di informazioni, è certamente l’ultima. Nessun libro, manuale, seminario o corso può dare ciò che l’osservazione attenta ed intelligente di una prova gestita da un buon direttore può offrire.

Quali sono gli argomenti che bisogna padroneggiare, allenare e migliorare (e avere l’umiltà e l’onestà di delegare ad altri se non li si padroneggia)?

- Una maturità musicale che permetta la formazione di un’idea e di un’interpretazione.
- La tecnica del gesto, vista come il miglior modo per comunicare tale idea.
- Una capacità di ascolto sviluppata ed allenata.
- La capacità di programmare e gestire una prova ottimizzando la resa del coro (qui rientra la gran parte delle capacità pedagogiche che un direttore deve avere).
- La conoscenza della tecnica vocale e ancor più della didattica vocale, anche nel caso si abbia a disposizione un vocalista specializzato in ciò. Rientra nella tecnica vocale anche la conoscenza della fonetica.
- La padronanza della tastiera non solo come strumento didattico (per sostenere di tanto in tanto il coro o per mostrare nel migliore dei modi un brano nella sua completezza polifonica), ma anche come strumento di studio. Anche se il pianoforte non è un coro, fornisce tuttavia un’approssimazione molto migliore di quella che un’immaginazione musicale non sufficientemente allenata può offrire.
- La composizione (includendo in ciò lo studio dell’armonia, del contrappunto, dell’analisi, delle forme e degli stili) permette di riconoscere ed apprezzare i segreti e gli stratagemmi dei grandi compositori e guida ad interpretazioni più approfondite e sensate.
- La conoscenza del repertorio e della prassi esecutiva.

Se voglio imparare a dirigere o perfezionarmi come scelgo un insegnante?

Indipendentemente dal livello che voglio raggiungere (il dilettante ed il principiante hanno bisogno spesso di insegnanti più esperti rispetto a chi è già in grado di distinguere in un insegnante il buono dal marcio), un insegnante di direzione corale per essere tale deve avere:
- Un’ottima preparazione musicale (un diploma è una condizione non necessaria e ancor meno sufficiente!)
- Un’ottima conoscenza degli aspetti tecnici di un coro e della didattica ad essi connessi, conoscenza che può essersi formata o frequentando buoni insegnanti o percorrendo una brillante carriera
- Una grande esperienza concertistica e di concorsi, con più cori di vari livelli
- Esperienza didattica a vari livelli (cori dilettanti, semiprofessionali e professionali)
- Una chiara percezione del proprio livello, delle proprie capacità e dei propri limiti

Con questa filosofia e con queste premesse ho fondato nell’estate del 2004 a Trento la scuola di direzione corale e la scuola di canto corale presso il Gruppo Vocale Concentus Clivi.

PS: L’iniziativa è stata malamente imitata pochi mesi dopo da altre istituzioni con enorme sperpero di risorse e carenza di risultati, come spesso succede alle idee di seconda mano e non capite. Del resto è anche comprensibile che per gente che vede le colonne d’Ercole a Mezzolombardo o, per ben che vada, a Borghetto e Salorno, tutto ciò sia materia astratta e capziosa. E purtroppo l’ignorante ed il ciarlatano sono riconoscibili solo agli occhi dell’esperto e non all’enorme moltitudine dei volonterosi che cercano di praticare ed imparare come meglio possono l’arte del coro e del dirigere.

Categorie: Coralità, musica, Pensieri, aforismi, riflessioni Comment »

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