Haydn: organico

18 febbraio 2009 di D.

Organico orchestrale, numero di strumenti e prassi esecutiva nel classicismo e nella musica di Haydn. Posso finalmente riportare alcune notizie in più riguardo l’organico orchestrale utilizzato da Haydn durante la sua vita. Continuo così i due articoli “Scopri il bruckner che c’è in Haydn” e “Haydn, Stamitz e i libri paga” pubblicati qualche mese fa.

Per prima cosa, l’”orchestra”, fino agli anni ’80 del ’700 era qualcosa che noi oggi chiamiamo “orchestra da camera”: a quanto pare già questo non è ovvio.

A Esterhàzy, fino al 1768, l’organico era 13-16 persone.

Gli archi erano tipicamente 3-3-1-1-1, in rare occasioni i violini potevano essere 4 e 4.

Tipici erano poi 2 oboi e 2 corni. Il fagotto (uno) rinforzava il violoncello ed il contrabbasso. Spesso c’era un flauto (che nell’Ensemble precedente, presso i conti Morzin, mancava), mentre trombe e timpani solo eccezionalmente. Conviene controllare bene le fonti prima di fare statistiche: spesso gli esecutori aggiungevano o spostavano arbitrariamente parti strumentali. Questo può essere di grande utilità per sviluppare una propria “filosofia della prassi”: per i puristi ci sono studi grafologici ben dettagliati grazie ai quali è quasi sempre possibile risalire all’”originale” di Haydn (I “Kritische Berichte” delle varie edizioni sono spesso ben forniti).

A partire dal 1768, grazie alla passione del principe per l’opera, l’organico comincia ad allargarsi: 16-18 esecutori (fino al 1775): archi 4-4-2-1-1.

Dal 1776 fino agli anni ’80, in occasione delle stagioni d’opera a corte, l’organico si estende ai 22-24 esecutori (archi 6-5-2-2-2).

Quando arriva a Londra nel 1792-4 all’orchestra del confratello massone Salomon, trova una formazione di 40 elementi (presumibilmente 8-8-4-5-4 archi): per inciso, è lo stesso numero di elementi dell’orchestra di Joachim esecutrice di gran parte delle “prime” brahmsiane.

L’orchestra di professionisti che lui aveva a disposizione, sempre a Londra, nel 1795, era di 60 elementi (archi 10-10-5-6-5, fiati raddoppiati).

Riguardo il basso continuo, alcuni studiosi ritengono che l’utilizzo di strumenti da tasto nelle sinfonie di Haydn sia da limitare alle sole sinfonie londinesi. Altri, basandosi su considerazioni stilistiche (sic!) dicono che l’uso del basso realizzato si fosse spento già nel 1757.

Mi piacerebbe chiedere a questi studiosi perché allora Haydn si prendesse la briga di scrivere tutte le cifre (forse perché non sapeva leggere le partiture che lui stesso aveva composto?) e perché decidesse di lasciare a riposo solo per il repertorio sinfonico (impregnato dallo stile della sonata da chiesa ben più di quanto non si creda) un clavicembalista (lui stesso?) che doveva invece sempre suonare nelle esecuzioni sacre ed operistiche e che veniva pagato con uno stipendio fisso e non a concerto.

Ma chiarirò questo punto in una prossima puntata, appena scopro chi sedeva al cembalo: verrebbe da pensare che fosse Haydn stesso, in quanto Kapellmeister. Ma la cosa è così ovvia (o forse no?) che non sono riuscito a trovarne traccia nel suo contratto, dove invece si dà ampio spazio al fatto che lui dovesse essere modello di vita per gli altri strumentisti, che dovesse comporre, archiviare, insegnare, occuparsi della manutenzione degli strumenti.

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